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Wallbox in tre versioni, da 7,4 a 22 kW. Cavo di ricarica Tipo 2 da sei metri. Si aggancia al muro e si innesta in una presa industriale CEE.
Il cavo di alimentazione è lungo un metro e mezzo e termina con una spina CEE: l'attacco che entra nella presa industriale, quella che alimenta un compressore o un attacco camper. Vuole una linea dedicata tutta sua. La wallbox si aggancia al muro con quattro viti e si innesta.
Vuole una presa industriale CEE, non la presa di casa. La spina che trovi già montata sul cavo è una CEE: è più grande, ha un altro innesto e nella Schuko di casa non entra. È voluto. La WB500 lavora su una linea tutta sua, con il suo interruttore automatico dedicato, e il manuale chiede di evitare adattatori e prolunghe. Nessuna delle tre versioni si attacca alla presa domestica.
Nella confezione ci sono la punta per la muratura, i tasselli, il cacciavite di sicurezza e la staffa antifurto. Se la presa CEE è già in garage, sulla wallbox non c'è niente da cablare: nessun cavo da far passare nel muro, nessuna morsettiera da aprire.
La presa che serve dipende dalla versione: CEE 32 A monofase 230 V (blu) per la 7,4 kW, CEE 16 A trifase 400 V (rossa) per la 11 kW, CEE 32 A trifase 400 V (rossa) per la 22 kW. Se in garage quella presa non c'è, la puoi installare con un elettricista qualificato, su una nuova linea elettrica dedicata alla stazione di ricarica, come una classica wallbox.
Dall'app Rheidon+ imposti l'ora di inizio e di fine della ricarica, regoli la corrente e consulti lo storico dei consumi. La wallbox si collega alla rete Wi-Fi di casa a 2,4 GHz, non alle reti a 5 GHz.
Le stesse impostazioni si danno dallo schermo da 7 pollici sulla wallbox, che si comanda con tre pulsanti a sfioramento e a riposo mostra ora e data.
Con un contratto da 3 o 4,5 kW, se l'auto carica a piena potenza basta accendere il forno per far scattare il contatore. Il gestore di carico dinamico AC500, accessorio da abbinare alla wallbox, misura in tempo reale quanto sta assorbendo l'abitazione e abbassa la potenza di ricarica quando serve, per poi rialzarla da solo: il totale resta sotto la soglia del contatore.
Con un impianto fotovoltaico la stessa logica manda nell'auto l'energia in eccesso, quella che oggi finisce in rete. L'AC500 si monta su guida DIN nel quadro e si accoppia alla wallbox senza cavi di comunicazione.
Il differenziale non lo devi comprare a parte: è già dentro la wallbox, di tipo A con rilevamento della componente continua a 6 mA, e controlla che la messa a terra sia efficiente. A questo si aggiungono le protezioni contro sovracorrente, cortocircuito, guasto a terra, sovratensione e sottotensione, sovratemperatura e sovratensioni di origine atmosferica, più il pulsante di arresto sul frontale.
A monte serve un solo dispositivo, l'interruttore automatico dedicato alla linea: bipolare da 32 A per la 7,4 kW, tripolare o tetrapolare da 16 A per la 11 kW, da 32 A per la 22 kW. Il produttore dichiara la conformità alle norme EN IEC 61851, EN IEC 62196, EN IEC 61000-6-1:2019 ed EN IEC 61000-6-3:2021.
La ricarica si sblocca avvicinando una tessera RFID a 13,56 MHz oppure dall'app: nella scatola trovi due tessere, già associate alla wallbox. Senza una tessera o senza l'app la ricarica non parte, e in un box condominiale o in un cortile comune questo conta.
Il corpo è in policarbonato antiurto con grado di protezione IP65: lo puoi montare su un muro esterno. La spina, una volta collegata, è IP44: tienila al riparo dalla pioggia diretta. Funziona da -30 °C a +50 °C, con umidità dal 5% al 96% e sotto i 3.000 metri di altitudine.
Sporge meno di 7 centimetri dal muro e pesa fra 5,8 e 7,5 kg secondo la versione. Se il punto di ricarica è al buio, la torcia magnetica AC300 si aggancia alla wallbox e si accende da sola quando arrivi.